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sabato 12 gennaio 2013

OGNI GIORNO E' UN REGALO ...


Esattamente 2 anni fa ho scoperto che il mio Gatto Rosso si era ammalato di diabete ...

Esami, analisi, visite, ricoveri, prelievi ... insomma, è stato un periodaccio.
Ma una volta trovata la cura (3 unità di insulina mattina e sera), la vita è tornata circa normale.

Il Gatto Rosso è vecchiotto, e con i suoi trascorsi può già dirsi FORTUNATO
(un recupero da un camino, 2 voli dal IV piano e 2 tumorini maligni) ...
perciò il motto: OGNI GIORNO E' UN REGALO è perfetto per noi.

Così ho finalmente dipinto il mio progetto preferito di Terrye French "Each Day is a Gift"


Un Angelo della Serenità che veglia su un paesaggio incantato:  




La parte più "strana"? Drybrush-are il cielo con 5/6 tinte di bianchi e marroni ... ma alla fine era perfetto !!!

sabato 15 settembre 2012

PAL DI SETTEMBRE

Ho terminato e pubblicato il PAL WITH SURPRISE di Settembre - Tema: Autunno con Zucca ...
Ho scelto un progetto 2012 di Lynne Andrews - BITTERSWEET CHECKBOOK COVER, appena acquistato da Franca di Piccole Passioni (la mia Pusher di Country Painting !!!) .



OGGI SONO IN VENA DI PERLE DI SAGGEZZA:
Mi è piaciuto stendere velature su velature fino ad ottenere il Risultato Finale ... perchè è molto simile all'acquerello (che adoro), ma ho odiato i vines (i miei).
Appena li ho visti finiti, volevo mettere tutto in ammollo nell'alcool 99°: NON C'ENTRANO NULLA CON L'ORIGINALE !!!!!
I Perla di Saggezza: infatti, come recita una celebre battuta dei Goonies (Se Dio ha messo lì quella pietra ... ci sarà un motivo) ... SE LYNNE SCRIVE DI USARE UNA PENNA BURNT SIENNA PER I VINES ... CI SARA' UN MOTIVO !!!!!
E allora, dico io, perchè volerli fare con il liner ?!?!?!?!?!?!? E con il Burnt Umber ?!?!?!?!?!?
Mi serva di lezione per il prossimo progetto.
E poi volevo aggiungere una cosa che ho capito durante il corso di tecnica di Shara Reiner ...
II Perla di Saggezza: NON PROVIAMO ABBASTANZA !!!! Ci buttiamo subito sul progetto e pretendiamo di fare subito le foglie di Shara, i vines di Jamie, le velature di Lynne ... bisogna provare e pasticciare A PARTE.
Da Shara abbiamo dipinto pagine e pagine di "aste", ed è servito !!!
Comunque, III Perla di Saggezza, su una cosa non c'è dubbio: NIENTE COLPI DI TESTA !!!
Di solito, dormendoci sopra, tutto si ridimensiona, e alla fine ho deciso di tenerlo così com'è.
Ciao Ciao

martedì 31 luglio 2012

MUDEJAR - BAILANDO MI TIERRA


Ogni tanto bisogna anche nutrire il proprio spirito ... e una bella serata a Teatro è quello che ci vuole. 

Beh, io sotto sotto sono una Stalker Psicopatica e la prima serata mi è piaciuta così tanto, che ci sono tornata una seconda volta. Ma sorvoliamo !!!

Copio-incollo da internet (sito del Corriere della Sera)... perchè non trovo le parole (e soprattutto non so un cavolo sui balletti) ... E' STATO TALMENTE BELLO !!!!!

Da Glinka a Liszt, da Saint-Saëns a Balakirev, grandi compositori sono andati nel tempo a cercare ispirazione nella jota, una delle più antiche danze spagnole. Danza dell' anima e del corpo, consacrata patrimonio nazionale, la jota ha fatto un passo in più, è divenuta in questi anni (per meglio dire è ridiventata) popolare, grazie a un interprete vero e carnale come Miguel Angel Berna.  Dicono che davanti ai suoi balletti non si resista al «battipiedi», come plauso finale, tale è il virtuosismo incantatore che sembra nascere dal nulla e trova una sua sublimazione in «Mudéjar...bailando mi tierra!». «Mudéjar - spiega l' artista - è una specie di miracolo avvenuto a Saragozza all' inizio del 1600, la convivenza in una enclave bellissima e pacifica delle tre grandi religioni monoteiste, cristiana, ebraica, islamica. La memoria per noi tutti è fondamentale. Non c' è futuro, senza memoria». Influenze, fedi, culture riaffiorano nei movimenti degli otto ballerini, accompagnati dal vivo da sei musicisti e una cantante: scarpe morbide, perché non è flamenco («la jota ha origini ancor più arcaiche»), nacchere alla mano fatte vibrare con il dito medio in una maniera che in Miguel Angel Berna raggiunge punte di assoluta perfezione tecnica. «Per me - sottolinea il ballerino,  sposato con la ballerina italiana Manuela Adamo e fortemente carismatico, anche se meno sfacciatamente fascinoso di Joaquín Cortés - le nacchere sono come le corde di un violino. Purtroppo non ci sono più i vecchi artigiani. Mio padre le realizza in metacrilato, e anche noi della compagnia le usiamo così, trasparenti». Prosegue: «Ho iniziato a danzare la jota a otto anni, esibendomi nei villaggi più sperduti dove vedevo gli anziani ballare senza mai sfiorarsi. C' è voluto molto tempo per penetrare il senso di una danza nata dal dramma di procurarsi un tozzo di pane e rielaborarla stilisticamente, alla maniera di un poeta con i versi. E' lo stesso procedimento del balletto classico quando attinge i suoi passi dal folklore»





Finito lo spettacolo, mi sono dilettata con la macchina fotografica e il mio "angolo" preferito di Verona: Ponte Pietra:




Non so come sia successo ... ma l'acqua sembra latte !!!









Ciao !!!

mercoledì 20 giugno 2012

CARTONE, FORBICI, COLLA, COLORI E PENNELLI ... basta poco per tornare bambini.

Basta poco per divertirsi, quando la creatività scalpita:



Ho ritagliato tondi, ovali, quadrati e foglie: 


Li ho dipinti in "stile Shara" prendendo spunto dai suoi ultimi libri "FolkArt":



E poi mi sono sbizzarrita ad assemblare forme e colori:





Una volta incollate le diverse parti, questi fiori possono andare a decorare la copertina di un diario, il coperchio di una scatolina porta gioie, orecchini e collane, insomma ... EVERYWHERE !!!!!

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COMING SOON

Crazy Bird House (progetto riadattato):


I LOVE Blue Haze Light:


Ps- non avete mai notato quanti suggerimenti country abbiamo attorno? 
Anche in una vecchia presina da buttare:



Mumble Mumble ... CIAO CIAO

sabato 28 gennaio 2012

RELAX ... (o apatia?)

Un fine settimana per liberarsi della tensione accumulata al lavoro ...
Devo trovare il modo di lasciarla fuori dalla porta già il venerdì sera.

Dipingo? Leggo? Ricamo?
... Mah?

Me ne sto un po' sul divano con la Gatta Grigia sulla pancia e il Gatto Rosso accanto.









Beh,una cosa la posso fare: scelgo e pubblico la foto 4/52 del progetto "Una Foto a Settimana".




Le zampotte di B.


Ciao !!!

sabato 14 gennaio 2012

Pal di Gennaio

All'inizio pensavo di dipingere un Pinguino scegliendo un autore "alternativo": Walt Disney.


Pablo Pinguino Freddoloso, il mio cartone animato preferito (sulle foto trovate il link).

Poi però ho cambiato idea e ... ho imbracciato il traforo !!!

Ora sono alle prese con la tabella di conversione Delta/DecoArt (è un libro vecchiotto) ... e, BASTA INDIZI !!! a breve il progetto sul Blog "Pal With Surprise 2".



Non mi dimentico dell'iniziativa One Photo a Week:

15/1/2012 Non vi scappa un sorriso sognante quando vedete le scie degli aerei in cielo?


Ma fa altrettanto BENE passare una bellissima serata con la tua Migliore Amica, mangiare una zuppa buonissima, fare le smorfie ad un bimbo che ride di gusto, scambiarsi i regali di Natale, spettegolare e ridere fino al mal di pancia, ... non vedo l'ora di inaugurare il mio regalo !!! (ma tu ATTENTA ALLE SOPRACCIGLIA, MICHI !!!)



Perciò, aggiungo una foto in onore della serata:

14/1/2012 Stampo per CupCakes, cucchiaio dosatore per CupCakes grandi o piccoli, Scatola di Latta con foglio di plastica "ferma-CupCakes" e un biglietto dolcissimo: Ricetta dei CupCakes di Natale. GRAZIEEEEE !!!!!


sabato 16 luglio 2011

MARC CHAGALL - UN MONDO SOTTOSOPRA






Domenica scorsa, sfidando il caldo torrido di mezzogiorno e (soprattutto) la pigrizia totale che mi prende nei week-end ... ho visitato una mostra: Marc Chagall - Il mondo sotto sopra (Verona - Palazzo Forti), che chiudeva proprio quel giorno.



Gossip: sullo sfondo della foto si vede la chiesa di Santa Anastasia (Verona) dove, il mese scorso, sono stati "avvistati" Leonardo di Caprio & Girlfriend !!!



Hanno visitato anche il Teatro Romano:




Che abbiano fatto un salto anche al balcone di Giulietta ?!?




Beh, chiusa parentesi, torno alla mostra:


Trovo fantastico poter guardare da vicino le tele, i cartoncini e i semplici fogli di carta ... e vedere le pennellate, i segni, gli schizzi, i colori.












E poi, alcuni dei dipinti di Chagall mi ricordano Terrye (!!!):




***




(scultura esposta nel giardino di Palazzo Forti - Verona)



***

Ed ora ... al lavoro !!! Tocca al Pal di Luglio (tema: gatti).


Buon fine settimana !!!

mercoledì 27 aprile 2011

IL PIANTO DEGLI AGNELLI E IL DOLORE DEL MONDO di Susanna Tamaro





La Pasqua si avvicina. Gli scaffali dei supermercati sono un trionfo di uova di cioccolata di ogni dimensione, di colombe con tutte le possibili varianti — con uvetta, senza uvetta, ricoperte di cioccolata, con lo zabaione — per accontentare i gusti più stravaganti. Da qualche anno poi, alle più tradizionali colombe, si sono affiancati dolci a forma di campane e di agnelli, anche questi in svariate versioni. Per chi vive in campagna, e ha lo sguardo abituato ad osservare ciò che succede nella realtà circostante, la Pasqua è quel momento in cui le gemme sui rami iniziano a ingrossarsi e i peschi e gli albicocchi, spesso temerariamente, schiudono i loro fiori. Le prime lucertole si svegliano e il loro fruscio si sente in prossimità dei muretti mentre le uova dei rospi, avvolte a migliaia da una lunga collana gelatinosa, ondeggiano tra le piante dei laghetti. Nel sottobosco spuntano le primule, le violette, i crochi, le pervinche e il mesto pigolio invernale degli uccelli si trasforma nella grande sinfonia che prelude al corteggiamento.
Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. Anche molti animali partecipano a questo rinnovamento. La maggior parte dei capretti e degli agnelli nascono con la luna piena di febbraio e, dopo i primi giorni di timidezza trascorsi zampettando dietro l'ombra rassicurante della madre, si lanciano in corse scatenate con i coetanei del gregge. Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un'immagine chiara della gioia che può pervadere la vita. Si inseguono in gruppi, sterzano, cambiano direzione, saltellano sulle zampe anteriori e posteriori, se c'è un punto più alto nel pascolo, una roccia, un tronco abbattuto, un fontanile, fanno a gara a saltarvi sopra e questo per loro è il massimo divertimento, e poi di nuovo riprendono a rincorrersi, ogni tanto si affrontano e si caricano a testate, simulando l'età adulta. Poi le madri li richiamano, e allora è tutto un correre, un raggiungere con misteriosa abilità, tra la folla del gregge, la propria genitrice, uno spingere con testa, un vibrare di codine soddisfatte. Sul pascolo scende allora il tenero silenzio della poppata. Ma poi un giorno, poco prima della Pasqua, mentre gli agnellini pan di spagna sorridono invitanti sui banchi dei supermercati, nelle campagne arrivano i furgoni e caricano i piccoli delle pecore e delle capre. La gioia se ne va dai pascoli e subentrano gli strazianti belati delle madri che per tre giorni corrono incredule da un lato all'altro chiamando a gran voce le loro creature con le mammelle gonfie di latte. Poi, dopo tanta agitazione, sulle campagne scende il silenzio e i pascoli tornano ad essere delle distese brulle in cui i corvi zampettano tra le madri svuotate dal dolore. Intanto gli agnellini, avvolti nel cellophan, sono arrivati nei banconi dei supermercati: interi, a pezzi, o solo la testa, che pare sia una prelibatezza. Non posso non sussultare quando vedo, schiacciati dalla pellicola, quegli occhi opachi e quei dentini che già strappavano la prima erba.
L'altro giorno mi ha chiamato un'amica che lavora vicino al mattatoio. «Mi sono messa i tappi, ma non serve a niente. Vengono scaricati ogni giorno, a centinaia, e urlano con voci da bambini, disperate, rauche, in preda al terrore, ma, a parte me, nessuno sembra farci caso. In fondo ogni anno è così. È la vita, è la tradizione, è Pasqua e questo è il rumore della Pasqua». Già, perché la Pasqua è soprattutto un pranzo tradizionale, una mangiata di quelle che si fanno di rado, con l'abbacchio trionfante in mezzo alla tavola, un abbacchio ridotto a prelibatezza culinaria, a segno di una cultura gastronomica mai tradita, spogliato da ogni valenza che superi il tratto gastrointestinale. Ma in quei belati, in quelle urla, in quella vita che è pura innocenza, non è forse celata la domanda più profonda sul senso dell'esistere? Perché la morte irrompe e devasta, senza guardare in faccia nessuno. Nella nostra società così asettica e così impregnata di onnipotenza, lo dimentichiamo un po' troppo spesso, ma dimenticare l'ingombrante presenza della morte vuol dire abdicare, fin da principio, al senso della vita. Quando la morte scende su uno dei miei animali, gli altri fanno dei lunghi giri per non avvicinarsi al corpo, per non guardarlo e, per qualche giorno, il loro comportamento cambia, diventa stranamente assente, come se qualcosa, al loro interno, all'improvviso avesse cominciato a vibrare in modo diverso. La contemplazione della morte non può non provocare un profondo senso di timore, timore per quell'occhio brillante che improvvisamente diventa opaco, per quel vivo tepore che si trasforma in fredda rigidità. È per questa ragione che tutte le culture dell'uomo hanno sviluppato dei rituali di macellazione per rendere questo passaggio meno temibile — temibile per l'animale, ma temibile soprattutto per noi, temibile per la potenza evocativa racchiusa nel sangue che scorre.
Ma in una società come la nostra, totalmente profana, in cui nulla è più sacro e gli unici timori concessi sono legati alla materia, la catena di morte del macello non è che una realtà tra le altre. Le urla degli agnelli sono un rumore di fondo, uno dei mille rumori che frastornano i nostri giorni. E forse non sapere ascoltare questo lamento è il non saper ascoltare tutti i lamenti — i lamenti delle vittime delle guerre, dei malati, dei bambini torturati, uccisi, delle persone seviziate, abbandonate, dei perseguitati, di tutte quelle voci che invano gridano verso il cielo. È anche il non saper ascoltare il nostro lamento, di persone sazie, annoiate, risentite, incapaci di vedere altro orizzonte oltre quello del nostro minuscolo ego, incapaci di interrogarci, di affrontare le grandi domande e di accettare il timore che, da esse, inevitabilmente deriva. Sdraiati sul comodo divano della teodicea, continuiamo a ripetere che Dio non può esistere perché permette il male degli innocenti e questo assunto ci placa, ci quieta, ci mette dalla parte della ragione, proteggendoci dall'insonnia delle notti e dall'angoscia straziante del dolore del mondo. Quanti orrori — e quanti errori — derivano da quest'immagine di Dio onnipotente, da quest'idea di un Dio con la barba, seduto su una nuvola, parente stretto di Zeus, con i fulmini in mano, pronto a scagliarli sugli empi della terra. L'onnipotenza di questa società ipertecnologica, non deriva forse proprio da questo? Dio non è onnipotente, come ci aveva promesso, e dunque diventa nostro compito assumerci l'onnipotenza, raddrizzare le cose storte in cose dritte, creare il paradiso in terra, un paradiso in cui la giustizia finalmente trionfa, grazie alle nostre leggi. Il paradiso in terra però, come già abbondantemente ci hanno mostrato le tragedie del Novecento, ben presto si trasforma nel suo opposto perché, quando l'uomo crede di agire unicamente secondo i principi assoluti della ragione, sta già srotolando un reticolato e prepara potenti luci al neon per illuminare ogni angolo della prigione.
Forse il pianto delle migliaia di agnelli immolati per routine consumistica in questi giorni non è che il pianto di tutti i milioni di vite innocenti che ogni giorno in modi diversi, da che mondo è mondo, vengono stritolate dal male. E quel pianto che si alza verso il cielo senza ottenere risposta, ci suggerisce forse che il passaggio, la vera liberazione — la vera Pasqua — è proprio questa. Sapere che Dio non è onnipotente, ma, come Agnello, condivide la stessa nostra disperata fragilità. E solo su quest'idea — sull'idea che condividiamo la fragilità, che le tue lacrime sono le mie e le Sue sono le nostre — si può immaginare un mondo che non scricchioli più sotto il delirio dell'onnipotenza ma che si incammini nella costruzione di una vera umanità.

Ho ricevuto oggi questa mail molto toccante ... ho voluto condividerla.
Buona settimana.

sabato 26 marzo 2011

NEWS

Allora, avete presente quando all'improvviso capitano 3 o 4 tegole a distanza super ravvicinata? Tipo: si rompe la lavatrice, scade l'assicurazione, perdi un documento importante e litighi con un'amica?
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Ecco, ho appena avuto una settimana in cui niente è andato per il verso giusto:
- il Gatto Rosso ha ancora il diabete, anzi di più.
- è stato 2 gg dal veterinario per la curva glicemica (e io a casa non ho chiuso occhio x 48 h ... MAI PIU')
- dopo quest'esperienza scioccante gli è tornato l'Acetone, non mangia più, nè miagola, nè fa le fusa ... si limita a bere come una spugna.
- la filiale dove lavoro chiude, ci è stato dato un preavviso di soli 2 mesi e ... il TRASLOCO è stato fissato PROPRIO DURANTE IL WEEK END DI SHARA REINER A MONTEPULCIANO !!! = 2 mesi con un sacco di punti interrogativi.
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COMUNQUE ... a dire il vero una bella notizia c'è !!!
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Sul Blog di Terrye French - "Painting with Friends" sono stati pubblicati 2 patterns a cui ho lavorato usando un disegno di Terrye come punto di partenza.

Eccoli qui:



Ciao Ciao !!!

lunedì 3 gennaio 2011

COMINCIARE COL PIEDE GIUSTO

Era da tempo che ci pensavo ... poi, il mese scorso, ho letto per caso un Post sul Blog Il Trespolo di Anacleto che parlava di adozioni a distanza (di un cane, in questo caso) ... e la "vaga intenzione" che avevo, è diventata realtà.

Ho adottato 2 gatti "a distanza" presso il Gattile di Verona gestito dall'ENPA.
Paquinotto:
e Bonnie:

Bellissimi e un po' tristi ... ma conto di passare a trovarli uno di questi giorni.

Avendo già 2 gatti abbastanza "intolleranti" in casa, non posso ospitarne altri ... ma mi piace l'idea di aiutarne altri due.

Alla fine ... si tratta di bere il caffè a casa, anzichè al bar, per un paio di mesetti (chiedo scusa a tutte le bariste all'ascolto !!!).

BUON ANNO NUOVO !!!